Seleziona una pagina
Carissimi tutti dei Giochi di Anacleto,

dopo un anno scolastico tanto arduo, auguro a tutti una buona e “normale” ripartenza.

Fare un bilancio dell’andamento dei Giochi di Anacleto 2021 non è molto facile, perché ovviamente non abbiamo (e speriamo di non averne mai) termini di paragone. Il numero di studenti che ha potuto partecipare è stato decisamente inferiore al solito, solo 1700, appartenenti ad una cinquantina di scuole. Una semplice analisi dei risultati sia globali che per singolo quesito li potete ricavare scaricando il file GdA_2021_RISULTATI che ho allegato.

Approfitto di questa occasione per condividere con tutti voi alcune riflessioni che il gruppo ha fatto in merito ad alcune criticità che ci sono state segnalate.

Alcuni colleghi ravvisano il dubbio se far partecipare o meno ai giochi gli studenti del primo anno perché non sono in grado di rispondere a una gran parte delle domande. Questa osservazione è ovviamente legittima, se effettivamente si ritiene, come molti suggeriscono, che questo demoralizzi gli studenti e che, di conseguenza, perdano di interesse verso la disciplina. Per ridurre almeno in parte il problema, ci sentiamo di raccomandare ai colleghi di spiegare bene ai propri studenti che non ci si aspetta che rispondano a tutte le domande, che comunque possono affrontare la prova in totale serenità e che l’anno seguente avranno sicuramente l’opportunità di fare meglio. I Giochi di Anacleto sono infatti una gara, non un test valutativo, un’occasione offerta ai ragazzi affinché siano spronati a mettersi in gioco (possibilmente anche divertendosi un po’) e a dare il meglio di sé. In un anno come il 2021, così ricco di soddisfazioni sportive per l’Italia, forse si potrebbe raccontare con dovizia di esempi che i risultati non vengono mai “al primo colpo”, che occorre perseveranza in ogni cosa, che una sana gavetta non fa certo male. Comunque, se questi argomenti non risultassero convincenti, possiamo suggerire di condurre con gli studenti di prima solo la parte laboratoriale che viene scelta in modo che possa essere affrontata anche senza specifiche nozioni sull’argomento. La conduzione dell’esperimento è infatti guidata, pur richiedendo una certa riflessione e dovrebbe essere accessibile a tutti, anche dopo pochi mesi di studio della fisica.
A proposito della prova di laboratorio, segnaliamo una novità: abbiamo deciso di invertire l’usuale ordine delle prove e proporla a fine marzo, posticipando quella teorica a fine aprile. In questo modo gli studenti avranno a disposizione un bagaglio maggiore di conoscenze da mettere sul piatto durate la prova teorica, e, guardando il tutto dalla parte del docente, dato che il questionario dura meno e può essere condotto tranquillamente in ogni aula, ci saranno meno interferenze con le lezioni proprie e dei colleghi nel mese di maggio, così critiche nella parte finale dell’anno scolastico.

Altri colleghi hanno rilevato che ci sono pochi “veri” quesiti di fisica. Se per quesiti di fisica si intende domande a cui si risponde prettamente con l’applicazione di una legge fisica, sì, è vero. Il nostro intento però è un po’ diverso, ci piacerebbe introdurre i ragazzi allo studio della fisica in un modo forse un po’ meno formale, ma nonostante tutto molto attento alla comprensione dell’oggetto di studio. Troppo spesso i testi scolastici limitato gli esercizi proposti a problemi per la cui risoluzione basta applicare una formula, ma questo, purtroppo, non è sufficiente per poter dire che il fenomeno è stato compreso. Certo ciò non vuol dire che le leggi non debbano essere imparate, anzi, ma riteniamo che l’attenzione non dovrebbe essere concentrata solo su di esse a discapito di una visione più generale del problema. Per questo motivo scegliamo ad esempio spesso la modalità grafica, più intuitiva. Sempre in merito alla questione della scelta dei quesiti c’è anche un altro aspetto che teniamo sempre in maggiore considerazione, che di primo acchito sembra esulare dai temi più propri della disciplina, ma che riteniamo fondamentale: è quello del linguaggio (usato da noi docenti) e della comprensione del testo (da parte degli studenti). Innanzitutto il linguaggio deve essere vario, perché vari sono gli stili di comunicazione. I quesiti non possono essere tutti del tipo “si consideri una particella dotata di massa…”, i ragazzi di oggi non lo riconoscerebbero mai come proprio, di conseguenza (l’implicazione è tutta loro) quanto trasmesso è automaticamente privo di interesse.  Le questioni riportate in questo modo, semplicemente non verranno prese in considerazione se non da pochissimi, non fanno parte del loro mondo, l’unico che ritengono importante, vero e reale. Questo naturalmente non significa che da parte nostra il linguaggio non debba essere rigoroso e corretto, anzi, forse dovremmo “svecchiarlo” un po’ (senza tuttavia che risulti eccessivamente semplificato) e sforzarci di porre domande che possano riconoscere come pertinenti a situazioni reali.

Altro punto particolarmente dolente è la comprensione profonda del testo, che tante volte è stato riconosciuto come uno dei grandi scogli che hanno generato e generano tuttora tanta ritrosia verso le materie scientifiche. Alcuni quesiti si muovono proprio in quest’ottica “di base”, esulano proprio dai temi della fisica, perché molto più semplicemente mirano a comprendere se gli studenti capiscono un testo e riescono a trarne delle conclusioni corrette dal punto di vista logico. Questo tipo di test è ad esempio molto comune in ambito anglosassone. Per i nostri quiz cerchiamo di scegliere alcuni brani semplici ed altri un po’ più complessi. In generale vengono affrontati tutti da tutti, forse proprio perché non sono centrati su temi strettamente disciplinari, ma i risultati non sempre sono ottimi. Riteniamo che questa competenza, a volte così bistrattata, sia alla base di qualunque disciplina e un’analisi di questo tipo sia comunque estremamente utile per lo studio della Fisica, anche se esercitato tramite testi qualunque, non necessariamente di argomento prettamente scientifico.

Questi sono alcuni “temi scottanti” che abbiamo discusso all’interno del gruppo. Non dubito che ce ne siano anche molti altri a cui non abbiamo pensato, quindi se ritenete ci sia qualche punto da chiarire, o avete qualche suggerimento non esitate a scriverci all’indirizzo responsabile.giochidianacleto@gmail.com.  Ogni vostro pensiero sarà più che gradito e oggetto di seria riflessione da parte nostra.

Buon lavoro!

Nicoletta Capitanio
responsabile.giochidianacleto@gmail.com